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TEMPIETTO DEL PETRARCA



   

Partendo da Cerezzola verso Monchio delle Olle, dopo una serie di ripidi tornanti, si raggiunge un vasto altipiano da cui si domina la media Val d'Enza. Il primo borgo che s'incontra è Selvapiana, antica località già documentata prima del Mille, ma resa celebre per aver ospitato nel 1341 il poeta Francesco Tetrarca.
Dell'antica Silva Plana restano poche macchie; tuttavia ancora agli inizi del secolo scorso il Molossi nel suo "Vocabolario Topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla", edito nel 1838, così descriveva il territorio: "All'oriente del villaggio avvi una selva antichissima in deliziosa pianura,

per cui ha nome il luogo; e verso ponente, tra il villaggio e l'Enza vedesi un bosco in dirupato pendio, bagnato ai piedi di rio Ceresola, nel qual bosco esistono tuttora le reliquie della casupola che vi teneva Francesco Petrarca….". Il Molossi auspicava che in quel bosco fosse costruito "un monumento che additi allo straniero i recessi di Selvapiana, già sì cari, e di gloria cagione al divino cantore di Laura". Il desiderio fu raccolto da un gruppo di letterati e artisti insigni parmensi i quali, sostenuti anche dal patrocinio della duchessa di Parma, Maria Luigia, fra il 1839 e il 1847, riuscirono a completare il tempietto. Ai disegni del progetto misero mano l'arch. Nicolò Bettali e il "principe degli incisori" Paolo Toschi; la statua, posta all'interno, è di Tomaso Bandini, mentre le decorazioni sono di Francesco Scaramazza.
Il tempietto è stato restaurato in questi ultimi tempi dall'Assessorato al Turismo della Provincia di Reggio Emilia; oggi è meta gradita di tanti turisti che, nel recarsi a Selvapiana, intendono rendere omaggio al poeta Francesco Tetrarca, uno dei grandi padri della lingua italiana.


 
    
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